Colle di Luca - Punta Rasciassa

Verso la vetta della maestosa Punta Rasciassa, che offre belle visuali in tutte le direzioni.

Partenza: Oncino, meire Bigorie

Tempo di percorrenza: 3h15’ – 3h45’ circa

Dislivello: 1166 mt.

Difficoltà: escursionistica

Si parte dalle meire Bigorie. Appena oltrepassato il caratteristico ponte ad arco in pietra gettato sul rio Bulé, che segna il confine tra Bigorie e Bigouriëtte, si imbocca la stradina sterrata a destra che va seguita nel suo tortuoso andamento fino alla prima diramazione nuovamente a destra. Da questo punto si notano due case ben ristrutturate che mantengono le caratteristiche del tempo e che in passato erano meire.

Oltrepassati questi edifici e lasciata a destra una recente costruzione in cemento per l’acquedotto, ci si affaccia, proseguendo diritto, su una grande comba pascoliva denominata Piainé adibita al meriggio delle mandrie. Continuando in direzione ovest, cercando di ripercorrere le piste del bestiame, si attraversano la comba e i vari valloncelli che la solcano trasversalmente, con un percorso circa a mezz’altezza e quasi parallelo al rio Bulé, talvolta reso difficoltoso dalla sempre più fitta presenza di vouroù (ontanello montano).

Il sentiero si fa nuovamente pianeggiante verso il rio che va attraversato su pietre (mt. 1700) poco prima di toccare la base della vistosa roccia biancastra che incombe da sinistra. La mancanza di una passerella in legno posta trasversalmente al corso d’acqua rende praticamente impossibile il guado in caso di acqua abbondante.

Al di là del Bulé ci si trova in una zona ricca di sorgenti denominata Fountanil e contraddistinta da tre grosse pozze. Oltre un grande masso isolato si raggiunge una protuberanza erbosa e nei pressi si individua un sentiero che con tortuosi tornanti si inerpica verso ovest fino all’inizio di un ondulato ripiano.

Su tratto quasi pianeggiante, il sentiero (mt. 1770) si unisce alla grossa mulattiera proveniente da Croce Bulé (mt. 1811) visibile alla nostra destra, e prosegue in direzione sud lungo il corso del rio Bulé fino ad attraversarlo a quota 1774. Al di là del ponticello, il sentiero si sviluppa dapprima su un falsopiano, poi attraversa lambendole le Tampe Basse ‘d la Baiso e lascia sulla sua destra la zona (che scende fino al torrente) conosciuta come Laouze Bianque.

Il tracciato inizia a salire con una serie di tornanti andando a raggiungere in circa 20’ un ripiano verde, quindi si avvicina alla ripida zona rocciosa denominata Group nella quale guadagna quota con tornanti ben costruiti tra i massi, con pietre meticolosamente sistemate. Dopo un piano (Pian ‘d l’Arp – mt. 2014) nel quale il rio scorre pigramente, tra sorgenti freschissime, il sentiero riprende a salire a fianco del corso d’acqua che concede allegre cascatelle, fino a raggiungere così il fabbricato dell’Alpe Bulé (mt. 2061).

Lasciato a destra il pianoro, il sentiero si inerpica più ripido, sempre affiancato al rio, quindi lo abbandona in corrispondenza della diramazione (mt. 2130) che sulla destra sale ai laghi Bulé. Ometti di pietra segnalano il tracciato che si eleva con ripidi tornanti fino a vedere sulla destra il maggiore dei laghi Bulé e in alto a sinistra la croce di punta Rasciassa. Restano pochi tornanti per raggiungere il Colle di Luca (mt. 2347 – 1h dall’Alpe Bulé), spartiacque Po-Varaita: qui giungono i sentieri provenienti dal Colle Cervetto (U31), dalla valle Varaita (U4) e dal rifugio Q. Sella (V27) attraverso il passo Gallarino. Per proseguire in vetta a Punta Rasciassa, si segue per un tratto il sentiero U31 in direzione est e abbandonatolo si rimonta verso N-E il pendio di detriti composto da rocce e zolle erbose, mantenendosi a destra di un appariscente masso.

Attraversata una conca si riprende a salire in direzione della vetta superando in ultimo un pendio un po’ più ripido (30’). Ecco quindi la vetta della maestosa Punta Rasciassa, la quale offre belle visuali in tutte le direzioni. La Croce presente è stata collocata e benedetta da don Luigi Destre il 25 giugno 2004, quasi a trent’anni di distanza da quel lontano 21 giugno 1975, quando un gruppo di volontari posero su questa cima una croce in legno di tre metri di altezza trasportando a spalle l’occorrente per il fissaggio.

Ultimo aggiornamento: 28/02/2024
Una donna con una camicia nera e pantaloni corti è seduta di lato su rocce affilate su una montagna. La persona indossa un fascia sulla testa e guarda verso un paesaggio montuoso. Le vette delle montagne si estendono in lontananza sotto un cielo azzurro. Il terreno è aspro e roccioso, e la scena trasmette un senso di altezza e tranquillità.