Isasca

L’abitato di Isasca è il più piccolo della valle, nascosto tra boschi di frassini e castagni. Il toponimo, con la sua terminazione in –asca, indica l’origine celto-ligure dell’insediamento

dettaglio del portale della chiesa parrocchiale
© Betty&Giò (Wikimedia Commons)

Posto nella valle del rio omonimo, l’abitato di Isasca è il più piccolo della valle, nascosto tra boschi di frassini e castagni. Il toponimo, con la sua terminazione in –asca, indica l’origine celto-ligure dell’insediamento.

Fu possesso di Bonifacio del Vasto e successivamente (1142) dei Marchesi di Saluzzo, che lo concessero in feudo ai Signori di Venasca e ad altri feudatari. Nel 1548 fu annesso al Delfinato di Francia e nel 1601, con il trattato di Lione, passò ai Savoia. Nel 1617, Carlo Emanuele I lo concesse, con titolo comitale, ai Della Chiesa di Torino. Dal 1928 al 1947 è stato aggregato al comune di Venasca.

Rimangono solo pochi ruderi del castello degli antichi feudatari. La parrocchiale, dedicata a S. Massimo, conserva della primitiva chiesa gotica parte dell’abside e le nervature della volta a crociera poggianti su due capitelli quattrocenteschi.

Da vedere
– la Parrocchiale di San Massimo;
– l’antica cava di marmo (nascosta da una fitta vegetazione; l’estrazione della pregiata pietra terminò probabilmente verso fine Ottocento)

Informazioni utili
Altitudine: 660 m
Borgate e frazioni: Ballou, Colle, Meire, Meirot, Nazzari, Perotti, Poncino, Ponè, Rinaudo, Trucco
Patrono: S. Chiaffredo (prima domenica di settembre)
Centri sportivi e servizi: campo da bocce
Sport estivi: mtb, ciclismo

Numeri e riferimenti
Comune: via Capoluogo 22, tel. 0175.567240
Sportello postamat
Sito web: www.isasca.gov.it.
E-mail: isasca@ruparpiemonte.it

Ultimo aggiornamento: 07/02/2024
Una donna con una camicia nera e pantaloni corti è seduta di lato su rocce affilate su una montagna. La persona indossa un fascia sulla testa e guarda verso un paesaggio montuoso. Le vette delle montagne si estendono in lontananza sotto un cielo azzurro. Il terreno è aspro e roccioso, e la scena trasmette un senso di altezza e tranquillità.