Chiese e cappelle in valle Po

Edifici che sanno stupire con i loro silenzi, nei quali è possibile percepire il ritmo della natura e il fascino di racconti pittorici sapientemente illustrati.

in un panorama bucolico, con vacche al pascolo, si vede l'esterno dell'abbazia di Staffarda. Sul lato sinistro della foto il viale alberato d'accesso al sito.

Mistà, antico termine occitano che in passato stava ad indicare le piccole immagini sacre, ha assunto alcuni anni or sono le proporzioni di un grande progetto culturale. Mistà è stato infatti un importante festival che si è svolto per qualche anno di seguito nei mesi di luglio ed agosto.
 Nelle chiese romaniche e gotiche dell’omonimo circuito o sui loro sagrati, artisti di fama internazionale nell’ambito classico, jazz o etnico ed occitano hanno dato vita nei loro concerti ad un magico, originale ed emozionante intreccio di arte e musica. 
Ma le chiese di Mistà sanno anche stupire con i loro silenzi, nei quali è possibile percepire il ritmo della natura ed il fascino dei racconti pittorici sapientemente illustrati nelle escursioni e visite guidate.

Qui di seguito l’elenco di alcuni dei beni Mistà visitabili nelle valli Po e Bronda.

Crissolo: Santuario di San Chiaffredo
In seguito al ritrovamento della presunta sepoltura di San Chiaffredo, avvenuto il 18 novembre 522 in circostanze miracolose, gli abitanti del luogo eressero una chiesetta a lui dedicata. Ma le prime notizie certe circa l’esistenza di una chiesa nei dintorni di Crissolo risalgono al 1375, e da questa data sono numerose le testimonianze ad essa relative, meta già a quei tempi di pellegrinaggi di devoti. 
 Sotto il Marchese Ludovico II (1475-1504) la chiesetta fu sostituita da un santuario di maggiori dimensioni, ulteriormente ampliato nel 1551. Il Santuario poi conobbe periodi di assalti ad opera di eretici valdesi e ugonotti, ed infine i lavori di restauro ed ampliamento, riconducibili al XVIII e XIX secolo, hanno dato alla chiesa l’aspetto attuale. 
 La devozione popolare e la fede in San Chiaffredo – le cui reliquie sono conservate dal 1642 nel Duomo di Saluzzo, fatta eccezione per le ossa di una coscia, una mano e una piccola porzione del corpo che si trovano tuttora nel Santuario – sono testimoniate dalla gran quantità di ex voto che ornano le pareti della chiesa: se ne contano oltre un migliaio e tra questi sono numerosi quelli recenti, a dimostrazione che la devozione nel Santo è più che mai viva.

Ostana: Cappella di San Bernardo
Poco a monte del capoluogo, si trova nella borgata omonima. Difficile stabilire l’epoca di edificazione, anche se la recente scoperta sulla parete di fondo e laterale dell’abside di affreschi datati alla fine del XV secolo, fanno pensare che l’edificio potrebbe essere stato costruito in quel secolo.


Si tratta di una cappella di modeste dimensioni, costruita in pietra del luogo lasciata a vista su tutti i fronti ad eccezione della facciata di ingresso, dove risultano sovrapposti più strati di intonaco decorati.


Con un’osservazione attenta, si possono evincere i diversi momenti durante i quali la cappella è stata ampliata o modificata.
Le pareti e le volte sono ricoperte da decorazioni riconducibili al 1899, mentre la parete di fondo dell’abside presenta un’interessante Annunciazione e quella sulla destra un San Chiaffredo; è probabile che questi ultimi due affreschi risalgano alla fine del XV secolo.

Pagno, Abbazia dei Santi Pietro e Colombano
La tradizione vuole che l’abbazia sia stata fondata per volontà del re longobardo Astolfo (749-756) dai monaci provenienti dal monastero di San Colombano di Bobbio, nel piacentino. Per lungo tempo, poi, rimase sotto il controllo dell’Abbazia della Novalesa, annessa alla Diocesi di Saluzzo soltanto nel 1764. Subì vicende complesse, quali la distruzione per mano dei Saraceni di Provenza nel 906 e la ricostruzione nel 1040 per volere della Marchesa di Susa, Adelaide. 
 La facciata romanica, decorata nella zona centrale da una fascia di archetti pensili sormontati da tre monofore, si distingue ancora sul lato posteriore, verso il cimitero. Sulla sinistra si riconosce un affresco con l’immagine di San Cristoforo. Campeggia sulla struttura un campanile a più piani del XIII secolo, in stile lombardo.

Tra i frammenti della decorazione interna, notevole è senza dubbio il San Michele Arcangelo, attribuito ad Hans Clemer o comunque alla sua scuola e riconducibile all’inizio del XVI secolo.

Revello, Abbazia di Santa Maria di Staffarda
Fu fondata intorno al 1135 dai monaci cistercensi, su un terreno donato da Manfredo I, Marchese di Saluzzo.
La zona, paludosa e boschiva, fu bonificata attraverso il lavoro dei monaci, cosicché tra il XII e il XIII secolo Staffarda divenne una grande impresa agricola. 
 Dopo le distruzioni subite nel XVII secolo, nel corso di una battaglia tra Francesi e Piemontesi, si diede il via alle opere di ricostruzione e l’Abbazia passò all’Ordine Mauriziano. Si presenta oggi come un complesso di edifici in stile romanico-gotico.

Interessanti sono il chiostro quadrato con colonne binate in marmo, il campanile gotico eretto nel 1250 a quattro ordini sovrapposti, la sacrestia e la sala capitolare, coperte da volte a crociera. La chiesa abbaziale infine, presenta un interno spoglio ed austero, in linea con la regola cistercense; interessante il monumentale polittico dell’altare maggiore, in legno scolpito policromo, opera di Pascale Oddone (1531-1533).

Revello, Cappella Marchionale
Situata nel castello sottano, oggi sede municipale, la cappella si trova sotto l’unica torre superstite. Caratterizzata da un’architettura tardo-gotica, al suo interno custodisce importanti pitture su pareti e volte dedicate ai santi protettori dei Marchesi di Saluzzo, attribuite al pittore fiammingo Hans Clemer ed eseguite tra il 1516 ed il 1519.

Revello, Chiesa Collegiata
Realizzata nel 1483 su richiesta della comunità revellese e del marchese Ludovico II, la chiesa è sostanzialmente tardo-gotica, mentre alcuni particolari, quali il portale, anticipano lo stile rinascimentale.


All’interno si custodiscono pregevoli opere d’arte: tra queste il pulpito in noce. Il Polittico dei Santi Pietro e Paolo è stato realizzato nel 1503 da Hans Clemer.

Saluzzo, Municipio di Castellar: Chiesa di San Ponzio
La cappella (XIII secolo) sorge poco distante dal borgo di Castellar, in un’area cimiteriale che faceva parte di una “grangia” dell’Abbazia di Staffarda.


L’edificio è in pietra; la sezione absidale è forse la più antica, mentre la navata è probabilmente un’aggiunta successiva.
In origine, la cappella era dedicata a San Sebastiano, infatti molti affreschi dell’interno sono riferiti a lui ed alla sua vita; l’intitolazione a “San Ponzio” spettava invece alla chiesa del paese, distrutta nel 1725, sul cui sito è stata costruita l’attuale parrocchiale. Interessante il presbiterio, decorato con affreschi di Pietro da Saluzzo.

Per maggiori informazioni sui beni religiosi del territorio suggeriamo di consultare la guida: Mistà. Itinerario romanico-gotico nelle chiese delle valli Grana, Maira, Varaita e Po, Bronda, Infernotto, R. Pellerino, D. Rossi (a cura di), +eventi edizioni, Cuneo, 2012².

Ultimo aggiornamento: 15/02/2024
Una donna con una camicia nera e pantaloni corti è seduta di lato su rocce affilate su una montagna. La persona indossa un fascia sulla testa e guarda verso un paesaggio montuoso. Le vette delle montagne si estendono in lontananza sotto un cielo azzurro. Il terreno è aspro e roccioso, e la scena trasmette un senso di altezza e tranquillità.