Sulle tracce di mistà

Chiese e cappelle

Sulle tracce di mistà

Per secoli, si sono mantenuti e conservati i ritmi della vita religiosa locale che oggi è possibile riscoprire a partire da una parola identitaria: mistà.

una cappella posta in un luogo panoramico sulla bassa valle: l'edificio si trova a sinistra nell'immagine e davanti ad esso c'è un albero frondoso

Per andare alla scoperta del patrimonio artistico e architettonico religioso delle valli Varaita e Po, bisogna partire da una parola.

È “mistà”, un antico termine occitano che deriva dal latino maiestas e che in passato stava ad indicare le piccole immagini sacre dipinte in chiese e cappelle del territorio ma anche sulle pareti esterne di case e cascine, a simboleggiare una ricerca di protezione e la fedele devozione dei valligiani.

Per secoli, grazie a quelle immagini si sono mantenuti e conservati i ritmi della vita religiosa locale, poi negli anni intorno al 2000 esse sono diventate il nucleo di un progetto di riscoperta e di valorizzazione di un patrimonio che ha portato al restauro di numerosi beni religiosi, al loro studio sistematico e alla messa in opera di circuiti di visita che, in parte, perdurano tuttora, in un periodo nel quale le visite sono affiancate da percorsi di scoperta virtuali, favoriti dalle nuove tecnologie.

Ultimo aggiornamento: 15/02/2024

Chiese e cappelle in valle Po

Edifici che sanno stupire con i loro silenzi, nei quali è possibile percepire il ritmo della natura e il fascino di racconti pittorici sapientemente illustrati.

Una donna con una camicia nera e pantaloni corti è seduta di lato su rocce affilate su una montagna. La persona indossa un fascia sulla testa e guarda verso un paesaggio montuoso. Le vette delle montagne si estendono in lontananza sotto un cielo azzurro. Il terreno è aspro e roccioso, e la scena trasmette un senso di altezza e tranquillità.