Sulle tracce di mistà
Chiese e cappelle
Sulle tracce di mistà
Per secoli, si sono mantenuti e conservati i ritmi della vita religiosa locale che oggi è possibile riscoprire a partire da una parola identitaria: mistà.
Per andare alla scoperta del patrimonio artistico e architettonico religioso delle valli Varaita e Po, bisogna partire da una parola.
È “mistà”, un antico termine occitano che deriva dal latino maiestas e che in passato stava ad indicare le piccole immagini sacre dipinte in chiese e cappelle del territorio ma anche sulle pareti esterne di case e cascine, a simboleggiare una ricerca di protezione e la fedele devozione dei valligiani.
Per secoli, grazie a quelle immagini si sono mantenuti e conservati i ritmi della vita religiosa locale, poi negli anni intorno al 2000 esse sono diventate il nucleo di un progetto di riscoperta e di valorizzazione di un patrimonio che ha portato al restauro di numerosi beni religiosi, al loro studio sistematico e alla messa in opera di circuiti di visita che, in parte, perdurano tuttora, in un periodo nel quale le visite sono affiancate da percorsi di scoperta virtuali, favoriti dalle nuove tecnologie.